Visualizzazione post con etichetta maratona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maratona. Mostra tutti i post

giovedì 15 dicembre 2022

God save the QUEEN!


A distanza di otto lunghi anni sono a raccontare una nuova esperienza in maratona, più precisamente la 26° Maratona di Reggio Emilia. Volevo concludere il 2022 con una maratona dopo le buone prestazioni in primavera nella mezza maratona (1h21'29" alla Roma Ostia e 1h23'40" alla Conero Running).

Una preparazione non certo lineare e l'incognita della poca esperienza sulla distanza mi hanno fatto riflettere che si trattasse di un nuovo esordio sulla distanza regina. Con l'avvicinarsi dell'appuntamento le sensazioni durante gli allenamenti erano sempre migliori, con l'auspicio di riuscire a conseguire una buona prestazione, senza l'assillo del risultato cronometrico.

Il giorno della gara le sensazioni allo start erano positive, nonostante la temperatura rigida (+1°) e il cielo coperto, con nuvole cariche di pioggia. Prima parte in totale controllo (passaggio alla mezza in 1h33' e spiccioli), con la consapevolezza che le gambe potevano girare ancora più veloci. Nella seconda parte, complice anche la compagnia di due validissimi compagni di viaggio, sono riuscito ad aumentare il passo chiudendo in 3h03'13", con la seconda parte in 1h30', con annessa pioggia nel finale.

All'arrivo l'emozione è stata tanta, condivisa con mia moglie Elena! Riflettendo sulla prestazione: la gestione della gara è stata perfetta, mai in affanno, sempre in controllo e con la consapevolezza che posso ancora migliorare se vorrò ancora cimentarmi in maratona. Chissà che in autunno...

domenica 23 agosto 2015

Sorprese e conferme a Pechino!

(ph. Giancarlo Colombo/FIDAL) 
Sono sorridenti Ruggiero PERTILE e Daniele MEUCCI dopo la maratona che ha aperto i Campionati Mondiali di atletica a Pechino: per il 41enne padovano 4° posto dopo una gara di attacco nei primi 30 km, 8° posto per il pisano che ha avuto problemi intestinali ma ha recuperato posizioni nel finale.

Ha vinto un eritreo, mentre il terzetto keniano che doveva monopolizzare il podio mondiale ha portato al traguardo solamente un elemento al 21° posto. Da notare che i due italiani sono stati i primi europei al traguardo. 

Già si parla di ritrovato movimento italiano nella maratona, ma fermiamoci un attimo a pensare: Pertile è un over40, Meucci è solamente alla quinta maratona e poi? Alcuni sono alle prese con continui infortuni (Lalli) ed altri si sono persi dietro alle eccessivi attestati di stima della Federazione (Ricatti, Pellecchia).

Ennesimo medaglia d'oro per il britannico Mo FARAH che rispetto al passato non è stato letale nell'ultimo giro di pista, ma ha comunque regolato un terzetto keniano. Non pervenuti o comunque deludenti gli etiopi: si sente molto la mancanza di un fuoriclasse alla Bekele.

(ph. Getty Images/IAAF)

sabato 18 aprile 2015

Haile Gebrselassie, the greatest distance runner


Non sono particolarmente avvezzo ad esaltare o addirittura idolatrare personaggi dello sport, ma per il piccolo grande etiope credo farò (giustamente) un'eccezione.

Oggi Haile Gebrselassie, una leggenda vivente dell'atletica, compie 42 anni. 

"Many people know that Etiopia is poor. When I break a world record, maybe people get to know something else about Ethiopia, something good. We can’t make planes or cars, we don’t have the materials. We do what we can.”

“You must do as your people do. If my people are poor, I must be poor. People ask me, ‘Why don’t you find a personal coach or a private car?’ I can’t. Then I won’t be part of my people.”

“You know, I want to help my country. Definitely I can help them, simply by winning races. Sure, they can follow my path to a good career. But for me it is not enough. I want to be more than that. In everything I want to be a role model."

lunedì 1 dicembre 2014

La follia del maratoneta

Le continue e drammatiche vicende che alimentano il podismo nostrano, non ultima la scomparsa del 38enne ieri a Firenze durante la maratona, mi hanno portato a riflettere sul 'variopinto' mondo amatoriale.

L'esasperata e continua ricerca di superare ogni limite umano, fenomeno accentuato nei podisti amatori, non curanti delle conseguenze che tale scelta comporta, rispecchia il livello etico dell'attuale società. La volontà di superare l'avversario di turno ad ogni costo, con ogni mezzo possibile (leggasi pratiche dopanti) è figlia del modello distorto della realtà che ogni giorno ci propinano nelle diverse situazioni.

La questione più spinosa riguarda il correre la maratona. Ormai è diventata di moda, tra molti amatori, correrla ogni settimana, come fosse una prescrizione medica. In aggiunta, ogni giorno nei vari forum, blog e social network sono in atto sfide su chi ha portato a termine più maratone durante il mese, per fregiarsi della nomina di 'supermaratoneta'.
Esiste anche un'altra categoria di podisti che corrono contro tutte le leggi psico-fisiche per abbattere muri o muraglioni, anche solamente per un decimo di secondo. Tali atleti se non riescono a centrare l'obiettivo nella gara prefissata, tentano l'impresa nella successiva 42 km, fino al completo sfinimento che li porta, nella peggiore delle ipotesi, all'infortunio. Ma perchè non si domandano come mai i professionisti corrono solamente 1/2 maratone l'anno?

lunedì 18 agosto 2014

Daniele Meucci, se il buon giorno si vede dal mattino

Daniele Meucci è il nuovo campione europeo della maratona, dopo le doppie vittorie di Bordin e Baldini. Nella giornata di ieri, nella cornine della città di Zurigo, per la prima volta con un clima estivo dall'inizio degli Europei, l'ingegnere pisano ha scritto una pagina importante nella storia dell'atletica italiana. 


Nonostante fosse solamente alla terza maratona in carriera (Roma 2010, 2h13'49"; New York 2013, 2h12'03") ha corso da veterano della disciplina, aspettando il momento giusto per l'attacco decisivo, quando gli avversari iniziavano a soffrire il ritmo e la distanza.


Questa mattina la Gazzetta si è lanciata in un paragone profetico, che non lascia spazio a molti dubbi. Come mio solito voglio andare controcorrente e ribadire ancora una volta che sono stufo della continua ricerca di eredi, come se lo stesso Meucci non sia in grado di farsi strada nella maratona senza l'etichetta di "nuovo Baldini". 

Lasciamo che il ragazzo lavori bene e senza quelle pressioni insistenti del risultato da raggiungere in fretta, che in passato ha bruciato diverse promesse nell'atletica (mi viente in mente Andrew Howe). Lo stesso Daniele ha mostrato maturità ed intelligenza nell'intervista rilasciata subito dopo la gara, in cui ribadisce di voler lavorare sodo per lasciare il segno nella maratona italiana. Se il buon giorno si vede dal mattino...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...