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domenica 10 settembre 2017

La ùltima subida!

(Photo: Tim De Waele)

"Non poteva esserci finale più bello. Riuscendo a vincere sull'Angliru e potendo fine alla mia carriera come professionista. Questa mattina avevo ben chiaro nella mia mente che era il mio giorno e dovevo dire addio in questo modo. Non c'era modo migliore per chiudere"

"Era l'ultima grande tappa di montagna della mia carriera, questa mattina avevo tanta tensione, ma anche il desiderio di superarla. L'incoraggiamento del pubblico mi ha fatto venire la pelle d'oca, è stata una giornata incredibile"

In serata, con la passerella finale a Madrid, si concluderà la straordinaria carriera di Alberto Contador, uno dei pochi ciclisti della sua generazione capace di correre ed interpretare le corse sempre all'attacco, senza tatticismi cari ad altri. 
Quella di ieri è stata la sua vittoria più bella? Se chiedete al diretto interessato vi dirà che è stata quella del Tour Down Under 2005, 8 mesi dopo che un'aneurisma cerebrale lo aveva ridotto in fin di vita.

(Photo: Yuzuru SUNADA)

Un applauso speciale, colmo di gratitudine e rimpianto, per un grande campione.

giovedì 7 settembre 2017

Danzando sui pedali

(Credit: Sunada)

"Non ho rimpianti per aver attaccato, è il mio modo di correre. Mi piace. Non riesco proprio a stare a pedalare in mezzo al gruppo, per me è complicato".

"Mi rimangono quattro giorni come ciclista professionista e voglio divertirmi“.

martedì 31 maggio 2016

Correre è la Sua vita


"Mi definiscono naif, a causa del mio modo di interpretare questo sport, libero e senza regole. Una definizione che mi piace, soprattutto quando ha il significato di semplicità. Io sono così, una persona semplice che ha scelto la passione e non il professionismo."

In poche righe è possibile rintracciare il Giorgio-pensiero: la disarmante semplicità nel percorrere 100 km, sempre con il sorriso sulle labbra, è frutto di talento atletico e consapevolezza dei propri mezzi. Ma le sue imprese non sarebbero tali se non sorrette da un'umanità fuori dal comune.

Mi permetto un paragone forse azzardato: ogni volta che porta a termine una gara è emozionato quanto un bambino che ha appena iniziato a camminare.


lunedì 14 settembre 2015

Non è stato un qualunque sabato italiano

Giorgio Calcaterra & Fabio Aru
Il sabato appena trascorso è stato molto esaltante per gli sport di resistenza: Giorgio CALCATERRA e Fabio ARU hanno portato a termine due prestazioni notevoli per qualità tecniche e tattiche.

Calcaterra è riuscito per l'ennesima volta a raggiungere il podio in un campionato mondiale di 100 km: non è blasfemo dire che sia il miglior centochilometrista della storia. Con il suo profilo sempre basso e un'umiltà fuori dal comune, è da anni un'icona del podismo amatoriale. Un atleta 'atipico': troppo forte per essere un semplice amatore, ma non è stato abbastanza forte per essere un professionista (anche se in maratona ha un personale di 2h13'15" risalente al 2000). 

Aru era un giovane di talento fin dai dilettanti e passato professionista, nel giro di poche stagioni, è salito due volte sul podio del Giro d'Italia e appunto sabato, con un attacco da corridore esperto, ha vinto il suo primo Grande Giro, la Vuelta.

Due performance frutto di tanto lavoro e sacrificio, nello stesso giorno in cui, nel 1979, Pietro MENNEA riscrisse la storia dei 200 metri con il nuovo record del mondo: quando la classe operaia va in paradiso.

sabato 18 aprile 2015

Haile Gebrselassie, the greatest distance runner


Non sono particolarmente avvezzo ad esaltare o addirittura idolatrare personaggi dello sport, ma per il piccolo grande etiope credo farò (giustamente) un'eccezione.

Oggi Haile Gebrselassie, una leggenda vivente dell'atletica, compie 42 anni. 

"Many people know that Etiopia is poor. When I break a world record, maybe people get to know something else about Ethiopia, something good. We can’t make planes or cars, we don’t have the materials. We do what we can.”

“You must do as your people do. If my people are poor, I must be poor. People ask me, ‘Why don’t you find a personal coach or a private car?’ I can’t. Then I won’t be part of my people.”

“You know, I want to help my country. Definitely I can help them, simply by winning races. Sure, they can follow my path to a good career. But for me it is not enough. I want to be more than that. In everything I want to be a role model."

lunedì 10 novembre 2014

Campioni senza valore, il coraggio di un vero CAMPIONE (Giorgio CALCATERRA)


Giorgio Calcaterra non ha assolutamente bisogno di presentazioni: è un CAMPIONE nella accezione più nobile del termine. Tralasciando i suoi grandi meriti sportivi (vi invito a leggere la pagina wikipedia a lui dedicata), è un personaggio fuori dal comune, dotato di un'etica sportiva d'altri tempi, che ha poco a che fare con i presunti campioni di oggi.

Tra qualche settimana si disputerà in Qatar il Mondiale della 100 km e Giorgio è pronto a difendere il suo titolo mondiale; nel frattempo è sempre in prima linea per la lotta al doping e in questo articolo prende una posizione precisa contro alcune scelte discutibili. Buona lettura!


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