lunedì 14 settembre 2015

Non è stato un qualunque sabato italiano

Giorgio Calcaterra & Fabio Aru
Il sabato appena trascorso è stato molto esaltante per gli sport di resistenza: Giorgio CALCATERRA e Fabio ARU hanno portato a termine due prestazioni notevoli per qualità tecniche e tattiche.

Calcaterra è riuscito per l'ennesima volta a raggiungere il podio in un campionato mondiale di 100 km: non è blasfemo dire che sia il miglior centochilometrista della storia. Con il suo profilo sempre basso e un'umiltà fuori dal comune, è da anni un'icona del podismo amatoriale. Un atleta 'atipico': troppo forte per essere un semplice amatore, ma non è stato abbastanza forte per essere un professionista (anche se in maratona ha un personale di 2h13'15" risalente al 2000). 

Aru era un giovane di talento fin dai dilettanti e passato professionista, nel giro di poche stagioni, è salito due volte sul podio del Giro d'Italia e appunto sabato, con un attacco da corridore esperto, ha vinto il suo primo Grande Giro, la Vuelta.

Due performance frutto di tanto lavoro e sacrificio, nello stesso giorno in cui, nel 1979, Pietro MENNEA riscrisse la storia dei 200 metri con il nuovo record del mondo: quando la classe operaia va in paradiso.

4 commenti:

FabioG ha detto...

Visto che di Vinci e Pennetta ho già parlato io nel mio blog, hai fatto bene a ricordare queste due grandi imprese italiane :-)
Ora occhi puntati su basket e pallavolo...

Marco SANTOZZI ha detto...

Ciao Fabio,
basta che qualche altro 'blogger' prenda la palla al balzo!

Marco

Andrea Mancanelli ha detto...

Entrambi fantastici, Marco. Aggiungo soltanto che Calcaterra è esattamente quello che era prima di venire alla ribalta per le sue incredibili imprese: umile, socievole, affabile

Francesco ha detto...

occorre sempre inchinarsi di fronte a re Giorgio

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