mercoledì 22 ottobre 2014

La "leggerezza" dei numeri


La foto esprime più di tante parole il mio arrivo domenica a Pescara: una prestazione incolore, in una gara partita male e finita peggio. Ultimamente mi è capitato spesso di giungere al traguardo in evidente affanno e ogni volta ho sempre pensato ad un'errata gestione del ritmo in corsa. Dopo la delusione di domenica, anche grazie ad alcune preziose persone, ho capito dove si annida il problema. La rincorsa affannosa del risultato e della prestazione cronometrica, mi ha fatto perdere di vista la vera essenza della corsa: il divertimento. 
Nei giorni precedenti la competizione mi sono eccessivamente stressato nel controllare le condizioni meteo, nel pianificare una tattica di gara, nel prevedere un eventuale crono che mi soddisfacesse, perdendo di vista l'aspetto ludico e salutare della corsa. 

Le sensazioni che si provano durante una gara sono uniche e non hanno eguali, anche perchè, in fin dei conti, i numeri contano poco quando non si beneficia del piacere di correre.


5 commenti:

Mario Ricci ha detto...

No comment, ulteriori parole non servono. hai capito tutto da solo, e senza alcun guru che sentenzia a destra e a manca...
Stai crescendo uomo!

Anonimo ha detto...

Bravo Santuzzo!

Francesco Dante ha detto...

Ottima disamina!
Bravo, continua così e vedrai che i risultati arriveranno e come direbbe un nostro caro amico:
"RICORDATI SEMPRE DA DOVE SEI ARRIVATO E NON SCORDARTI IL DIVERTIMENTO."

Andrea Mancanelli ha detto...

Semplicemente ineccepibile, Marco!

Marco SANTOZZI ha detto...

Ringrazio voi tutti per i commenti, e sicuramente tornerò a divertirmi per il piacere di farlo.
A presto,
Marco

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