lunedì 3 agosto 2015

Campioni senza valore, le medaglie dai valori 'anomali'

A pochi giorni dai Mondiali di Pechino e ad un anno esatto dai Giochi Olimpici di Rio, scoppia l'ennesima bufera doping nell'atletica.

La penna graffiante di Eugenio Capodacqua sintetizza in maniera nuda e cruda la questione. 

Sarebbe davvero il caso che all'interno della IAAF, la federazione internazionale, cada qualche testa importante; e si spera che la WADA, l'agenzia mondiale antidoping, diventi più forte ed autonoma nel contrastare il fenomeno.

5 commenti:

Homo Currens ha detto...

Una cosa che mi sfugge e' perche' non si possano fare anche i nomi, visto che si dice tutto il resto. Che senso ha alzare il polverone se poi non si puo' dire "Tizio e Caio avevano l'ematocrito a 60"? Quando ho letto "medaglie dal 2011 al 2012" ho subito pensato "ahia, ecco mi cade anche il mito Baldini".. Che senso ha dare solo mezza notizia?
E' anche una stupidaggine aggiungere, come consolazione, "fortunatamente, Bolt non e' tra questi", visto che Bolt e' un velocista.

Poi, sul fatto che i "controlli" antidoping siano una farsa, hai perfettamente ragione.

Marco SANTOZZI ha detto...

Attendiamo con calma, che anche i nomi saranno resi noti...

Andrea Mancanelli ha detto...

A chi mi domanda se cado dal pero replico dicendo che non trovo una sola spiegazione per cui, ancora oggi, un atleta debba far ricorso a sostanze dopanti e per quale motivo ciclicamente il problema torni a galla e non venga debellato una volta per tutte. E' vero, cado proprio dal pero...

Marco SANTOZZI ha detto...

Caro Andrea, la grande giostra dello spettacolo deve sempre andare avanti. Il Dio denaro lo impone!

Marco SANTOZZI ha detto...

Ovviamente quando si parla di doping e dintorni, ci sono diversi (e discutibili) punti di vista:
http://www.ilfoglio.it/sport/2015/08/04/atletica-e-doping-se-tutti-bevono-la-pozione-magica-di-obelix-ha-ancora-senso-vietarla___1-v-131507-rubriche_c339.htm

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